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GESTIRE IL RISPARMIO

Tempo di lettura:

6 min

Alla fine di questo articolo saprai:

  • come bilanciare rischio & rendimento per non perdere soldi

  • quali sono le insidie dei mercati finanziari

  • come valutare le strategie finanziarie che ci propongono

PRIMO: NON PERDERE SOLDI

Prima di decidere come rendere redditizi i nostri risparmi, è di primaria importanza acquisire le necessarie competenze per non perdere il capitale acquisito fino a questo momento.

Questo processo, parte dall'individuazione di alcuni comportamenti ricorrenti che possono condurre le persone a gravi perdite nella gestione del denaro. Anche se non mancano siti, corsi e libri che spiegano ai risparmiatori fantomatiche tecniche di analisi per poter diventare ricchi in Borsa, i dati dicono che tra coloro che provano a gestire in autonomia i propri risparmi il 90% perde del denaro. E le cose non vanno molto meglio con il risparmio gestito, soprattutto se si ha la sfortuna di incontrare professionisti poco seri o scarsamente preparati.

A causa di queste lacune, risparmiatori ed investitori si espongono molto spesso a rischi troppo elevati, oltre a essere del tutto impreparati a gestirli.

GESTIONE DEL RISCHIO

Non esistono formule magiche per diventare ricchi investendo nei mercati finanziari. Chi cerca scorciatoie, colpi di fortuna o crede nelle soffiate degli amici rischia di rimanere a bocca asciutta o, ancora peggio, si espone ad elevati rischi. Restando proprio su quest’ultimo punto, per avere successo negli investimenti, sia per un professionista sia per un piccolo risparmiatore, uno dei principi fondamentali da tenere bene a mente è quello di saper individuare e di gestire bene il rischio a cui è soggetta qualunque scelta finanziaria e, di conseguenza, l’intero nostro portafoglio. L'esperienza ci insegna che i mercati finanziari sono volatili e i prezzi dei titoli possono subire forti oscillazioni a seguito di variabili che, spesso, non dipendono dalla nostra volontà, né sono prevedibili.

RISCHIO E RENDIMENTO DEGLI INVESTIMENTI

E non è sufficiente conoscere gli strumenti finanziari, ma è necessario conoscere le leggi della finanza che ci consentono di fronteggiare tutte le insidie che potrebbero mettere in pericolo non solo i futuri guadagni, ma anche i nostri preziosi risparmi.

Solo chi è in grado di gestire il rendimento e il rischio in maniera intelligente avrà maggiori probabilità di cogliere le opportunità di investimento offerte dal mercato e di trarne profitto. Invece, chi è costretto a subire le oscillazioni in Borsa, lasciandosi trasportare dagli atteggiamenti emozionali, senza una strategia e senza darsi degli obiettivi precisi, sarà destinato al fallimento e a cospicue perdite dei propri capitali.

La buona notizia è che è sufficiente conoscere poche e semplici regole e applicarle con disciplina per capire quando siamo di fronte a una crescita anomala delle quotazioni o, viceversa, ad un immotivato tracollo dei prezzi.
Molte volte il semplice buon senso ci permetterebbe anche di capire quando abbiamo a che fare con persone che vogliono prenderci in giro: bisogna sempre dubitare di chi prospetta investimenti con un rendimento eccessivo e in tempi brevi, o di chi ci promette investimenti privi di rischi.

 

LE INSIDIE DEI MERCATI FINANZIARI

Ricordate il 2003? quando l’Argentina dichiarò fallimento, portando sul lastrico migliaia di risparmiatori. In questo caso, fu micidiale la complicità tra la disonestà di alcuni funzionari di banca in palese conflitto d'interesse, che avevano riempito i portafogli dei risparmiatori con titoli altamente rischiosi e i risparmiatori, in alcuni casi famiglie ignare ma in altri avidi investitori, che furono colpevoli di aver ricercato rendimenti elevati senza mettere in conto i potenziali rischi a cui stavano andando incontro. La domanda è: perché alla maggior parte dei sottoscrittori non è venuto il dubbio sui motivi per cui quelle obbligazioni avevano rendimenti così alti, addirittura oltre il 10%, rispetto ad altre obbligazioni offerte da altri Stati con lo stesso rating? In questo caso, come in tante altre situazioni, il rendimento deve diventare già di per sé il primo parametro di valutazione del rischio: il mercato conosceva i rischi a cui stava andando incontro l’Argentina e quindi richiedeva interessi decisamente superiori per collocare le sue obbligazioni.

Nel 2006 è la volta della crisi dei subprime, una crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti che ha avuto gravi conseguenze sull'economia mondiale, in particolar modo nei paesi sviluppati del mondo occidentale, provocando la grande recessione, da molti economisti valutata come la peggiore crisi economica dai tempi della grande depressione del 1929. Il nome di questa crisi deriva dai cosiddetti subprime, prestiti ad alto rischio finanziario, erogati dalle banche in favore dei clienti a forte rischio debitorio, valutati dagli analisti come eventi di smisurata speculazione finanziaria. E anche per i crediti subprime l’interesse era elevato, così come la commissione che le banche percepivano per collocare i titoli tossici, proprio perché il contenuto di questi prodotti strutturati era molto rischioso.
 

LA VALUTAZIONE DELL'INVESTIMENTO

Ecco che abbiamo quindi due semplici strumenti per valutare la bontà di un investimento:

  • un'attenta valutazione del rapporto rischio/rendimento e

  • il confronto del rendimento che offrono gli strumenti finanziari.

Quanto più alto è il rendimento rispetto ad altri strumenti equivalenti, tanto più dobbiamo prestare attenzione, perché il rischio è elevato. Altrimenti, chi sta proponendo l’investimento ci dovrà spiegare perché il mercato vuole proporre questo "affare" proprio a noi. 

LA STRATEGIA D'INVESTIMENTO

L’origine di molte crisi parte dalla sottovalutazione da parte degli investitori del rischio a cui vanno incontro ogni volta che intendono operare sul mercato. Ogni opportunità finanziaria ha un rischio di mercato implicito: cioè, il rischio che il proprio capitale possa subire perdite, piccole o grandi che siano, a causa delle variazioni dei prezzi. L’unico metodo per superare questa onnipresente difficoltà sta nella pianificazione di una strategia.
Applicare una strategia significa lasciare avidità e panico fuori dai processi decisionali. Le scelte relative agli investimenti devono attenersi a rigorose procedure che non lasciano spazio all'emotività. Il mercato non ci fornisce informazioni esplicite sul momento di investire su un determinato strumento; ma, con i suoi movimenti dei prezzi, può facilmente portare fuori strada gli operatori, facendo credere che salirà quando invece sta iniziando la fase di distribuzione (fase di mercato in cui gli operatori professionali, cominciano a vendere i titoli cercando di non allertare la massa degli investitori, ma i cui movimenti possono essere rilevati come particolari variazioni di prezzo e volume) a cui poi seguirà la discesa; quindi, avere una strategia significa non farsi trarre in inganno dai falsi segnali che il mercato frequentemente ci invia. Questa è la ragione del successo dei Trading System automatici: se ben progettati, sono insensibili a pressioni e insicurezze, e seguono in modo razionale la strategia implementata, liberando contemporaneamente l'investitore dallo stress e dalla "schiavitù da monitor", lasciandogli il tempo per organizzare e tenere sotto controllo i suoi investimenti.

> Leggi l'approfondimento sugli Investimenti

CONCLUSIONI

Migliori performance dai nostri investimenti non si potranno ottenere, se non con la nostra disponibilità ad un maggiore rischio. Per questa ragione, il rischio non va visto solo come un elemento negativo ma, se correttamente gestito, può anche diventare un interessante opportunità. Quindi, se siamo attratti dall'elevato rendimento di uno strumento finanziario, come prima cosa dobbiamo capire da dove deriva questo extra-rendimento, quali sono le condizioni sfavorevoli per le quali ci stanno offrendo una generosa remunerazione e soprattutto valutarne le conseguenze sul proprio capitale allorché si verificasse un evento sfavorevole. In altre parole, oggi dobbiamo saper pianificare investimenti che potranno incidere sulla gestione finanziaria e sui risparmi futuri nostri o dell’intero nucleo familiare.

 

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