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iniziare a fare trading

piattaforme di trading

Tempo di lettura:

4 min

 

 

Alla fine di questo articolo saprai:

  • cosa sono le piattaforme di trading

  • come distinguere le piattaforme che tutelano
    gli utenti e che offrono i costi più convenienti

  • come gestire le tasse sui guadagni di borsa

 

 

 

 

Perché una piattaforma di trading?

Per fare trading sui titoli azionari o su altri strumenti finanziari, è necessario utilizzare una piattaforma di trading. Come utilizziamo Amazon o eBay per i nostri acquisti di prodotti online, così dovremo utilizzare la piattaforma di un broker per acquistare e vendere le azioni. Ci sono piattaforme ottime, accettabili e ce ne sono anche di pessime. Tra queste ultime pensiamo a tutte le piattaforme di trading prive di qualunque forma di autorizzazione e di regolamentazione: vere e proprie trappole, dove i trader principianti vengono sistematicamente truffati. Purtroppo questo tipo di piattaforme esistono ancora oggi ma è facile riconoscerle: sono le piattaforme non autorizzate, che agiscono senza nessuna regolamentazione da parte di un'autorità di vigilanza oppure sono regolamentate in giurisdizioni poco affidabili come ad esempio Cipro, Panama, Bahamas o altri paradisi fiscali, oppure hanno certificazioni rilasciate da enti che non offrono sufficienti garanzie all'utente.

clicca qui per consultare la black list dei paradisi fiscali

O ancora si tratta di piattaforme con offerte poco credibili (es. "fai trading con 100 euro"). Attenzione anche ai sedicenti siti di confronto tra broker: la maggior parte di essi sono creati dagli stessi broker. Per rendervene conto, ma più in generale per la vostra salvaguardia, prendete l'abitudine di verificare il dominio di un sito tramite i servizi "whois", in grado di fornire informazioni su chi e dove ha registrato un dominio internet.

Le piattaforme di trading accettabili sono quelle che dispongono di autorizzazione e regolamentazione della CONSOB o di Stati dotati di legislazione che garantiscano chi fa trading, anche se queste piattaforme, benché oneste e affidabili, non sempre applicano condizioni convenienti. Il vantaggio economico, operando direttamente con una piattaforma di trading, è che non è applicata nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni applicate dalla piattaforma per l’acquisto e la vendita delle azioni sul mercato.

I migliori broker di trading online:

Esistono 2 tipologie di broker: ECN e Market Maker. Il broker ECN (Electronic Communication Network) è un broker che fornisce ai propri clienti accesso diretto al mercato; il market maker (MM) è un broker che, come dice il nome, “fa il mercato” lui stesso per i suoi clienti. Ciò significa che il broker va a creare una sorta di “mercato parallelo” a quello reale. I segnali di GeoTrading, basati sui prezzi reali di mercato, sono maggiormente compatibili con i broker ECN, che pertanto sono da preferire.

Il nostro suggerimento è di utilizzare la piattaforma leader di mercato, Interactive Brokers o, in alternativa, IG. Quest'ultima offre estensivi tutorial in italiano per chi inizia. 

Banche con piattaforma di trading:

Tradizionalmente abilitate a svolgere funzione di deposito di risparmi e di investimento, nel mercato economico–finanziario, oggi le banche si trovano di fronte a questa realtà nuova a cui hanno dovuto adeguarsi rivedendo completamente la propria offerta al cliente. Oggi è quindi possibile utilizzare anche la propria banca per fare trading. Per i principianti, la scelta di una piattaforma di trading gestita da una banca, può essere indicata per la semplicità di utilizzo e la possibilità di supporto in italiano, benché, in genere, bisogna fare una valutazione dei costi, prima della sottoscrizione. I parametri che concorrono alla scelta finale, sono diversi ma sicuramente i più strategici  sui quali confrontare i servizi offerti sono:

1. La commissione per operazione:

per eseguire la compravendita di azioni, la banca prende una commissione per ogni operazione. Queste hanno una grande importanza poiché, se non adeguatamente contenute, finiscono per erodere una consistente parte del guadagno e conseguentemente la resa netta dell’investimento. Dato che i segnali di GeoTrading riguardano il mercato azionario americano, ti suggeriamo di focalizzarti sull'entità delle commissioni che riguardano esclusivamente questo strumento finanziario. Ti anticipiamo che troverai notevoli differenze tra piattaforme internazionali e quelle delle banche che operano in Italia. A titolo di esempio, le commissioni sul mercato USA di Interactive Brokers vanno da 0,0035 a 0,0005 dollari ad azione, mentre la commissione della piattaforma di trading di una delle maggiori banche italiane è fissa a 9,95 dollari ad azione (consultare i costi aggiornati). E' quindi evidente, che in un anno di trading, il costo delle commissioni può influire in maniera variabile sui guadagni di Borsa.

2. Canone annuo:

il canone annuo, ma anche mensile, è una quota che il cliente paga e che di norma viene addebitato in via posticipata;

3. Promozioni:

le promozioni devono essere concepite come dei periodici “premi” per la dinamicità dell’operatore sul mercato. Esse sono davvero diverse fra loro e variano nel tempo e nello spazio.  Ad esempio, un costo fisso al raggiungimento di un numero di operazioni mensili.

4. Altri servizi:

sicuramente quelli sopraelencati non sono gli unici fattori che concorrono alla scelta della banca a cui affidarsi. Molto incide anche l’affidabilità e il livello di servizio, l’ampiezza della gamma di prodotti offerti, i servizi di assistenza e la formazione al cliente. Riguardo a quest’ultimo punto, infatti, molte banche propongono, gratuitamente, dei corsi di formazione al cliente, davvero utili per cominciare ad avere dimestichezza con l’operatività di tali strumenti e con il funzionamento dei mercati.

Tra le banche che offrono piattaforme di trading (ordine casuale): Webank, Binck, Directa, Fineco, Ing, IWBank, Saxo. Valutate anche l'indice di affidabilità aggiornato della banca di interesse (noterete differenze tutt'altro che minime).

Tassazione sul trading online:

In Italia, il capital gain o guadagno di capitale, cioè i profitti generati dal trading sulla maggior parte degli strumenti finanziari come azioni, forex, CFD, ETF e obbligazioni, sono soggetti ad un’aliquota di tassazione del 26%, ad eccezione dei titoli di Stato sui quali è del 12,5%. 

A livello fiscale, tutti i broker operano secondo due regimi fiscali, dichiarativo o amministrato.

Nel dichiarativo, il trader ha l’obbligo di inserire i profitti ottenuti dal trading nella propria dichiarazione dei redditi, nell'amministrato, è il broker che gestisce tutto e paga le tasse per conto dell’investitore. Clicca qui per un approfondimento. 

Attualmente ci risulta che difficilmente i commercialisti gestiscano la fiscalità dei conti in regime dichiarativo, mentre esiste un servizio in Italia, dichiarativo.com, in grado di  elaborare i dati esportabili dai broker, seguendo la Normativa Fiscale Italiana.

Link utili:​

 

​Link a siti di comparazione delle piattaforme di trading:

https://it.investing.com/directory/piattaforme-di-trading

https://www.confrontobroker.it

​Banche per fare trading online:

https://www.affarimiei.biz/miglior-deposito-titoli/31686

https://www.qualeconto.it/confronto-conti-trading.php

 

 

 

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