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INVESTIMENTI sicuri

PROTEGGERE IL PROPRIO CAPITALE

Trappole & truffe

Alla fine di questo articolo saprai:

  • come distinguere le persone abilitate a gestire gli investimenti

  • quali sono le trappole più frequenti e le truffe ricorrenti

  • come riconoscere i segnali di allarme

 

 

 

 

Investire in modo sicuro

Purtroppo in ambito finanziario il rischio di rivolgerci a soggetti non autorizzati o di imbatterci in cattivi consigli a causa di conflitti d’interesse è elevatissimo. Per non diventare la controparte debole di fronte a consulenze più o meno indipendenti bisogna conoscere bene quali sono i ruoli e le specifiche dei differenti attori del mercato finanziario.

Nell'ambito più strettamente legato alla prestazione di un servizio d’investimento, come acquistare un’azione o un’obbligazione, ma anche per depositare o prendere in prestito denaro, dobbiamo rivolgerci a un intermediario autorizzato. In generale, un intermediario autorizzato è un soggetto che ha ottenuto una specifica licenza dalla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) o dalla Banca d’Italia (ma anche da equivalenti autorità della Comunità europea) per svolgere delle attività nell'ambito dei servizi d’investimento. Pertanto, oltre alle banche, gli investitori possono rivolgersi anche ad altri soggetti autorizzati, quali le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare), le SGR (Società di Gestione del Risparmio) e gli Agenti di cambio.

Consulenza per investimenti

Nell'ambito del servizio di consulenza in materia di investimenti, la legge distingue due fattispecie: la consulenza specifica e quella generica.

  • Per la consulenza specifica, solo un soggetto autorizzato può fornire consigli o raccomandazioni personalizzate, cioè indicazioni espressamente ritagliate per le esigenze del cliente di cui conosce sia il profilo di rischio sia la sua disponibilità patrimoniale.

  • La consulenza generica, a differenza di quella specifica, può essere svolta da qualunque soggetto anche senza autorizzazione, purché i consigli e le indicazioni di investimento proposte, anche su specifici strumenti finanziari, siano destinati a un pubblico indistinto, anche mediante la diffusione su siti web, social network o newsletter, e manchi pertanto l’identificazione delle specifiche esigenze di ogni singolo investitore. E' il caso di GeoTrading.

A COSA FARE ATTENZIONE

Il primo ente che ci propone investimenti è in genere la nostra banca. In quest'ambito dovremmo essere più guardinghi quando il loro promotore ci propone di investire i nostri risparmi in prodotti e strumenti finanziari direttamente emessi, o indirettamente collocati, dalla sua rete di promotori e sulla cui composizione non siamo in grado di giudicarne la bontà o la rispondenza alle nostre esigenze (per esempio, se si tratta di prodotti strutturati come obbligazioni step-up (quando è prevista l'applicazione di tassi cedolari via via crescenti nel corso della durata del prestito) o polizze index linked (prodotti il cui risultato finale dipende dall'andamento di un "indice collegato" alla polizza). Conoscere bene l’attività tradizionale della banca vuol dire essere in grado di scegliere i giusti prodotti, ma anche saper negoziare le giuste condizioni economiche.

 

TRUFFE E RAGGIRI

Gran parte dei truffatori usa schemi ricorrenti nel compiere le loro truffe. Tra i meccanismi truffaldini più conosciuti c’è lo schema Ponzi, la cui tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli Stati Uniti che, pur non essendo stato il primo a utilizzare un simile meccanismo, fu quello che lo applicò su larga scala. In pratica, si tratta della classica truffa nata per soddisfare l’avidità di persone in cerca di rendimenti elevati e in tempi brevi. Non essendo possibile garantire questi risultati, Charles Ponzi decise di remunerare i suoi clienti non con il normale frutto degli investimenti, ma esclusivamente rigirando ai clienti le somme incassate dai nuovi sottoscrittori. Il giochino salta quando si arriva al punto in cui non è più possibile soddisfare tutti i clienti, che nel frattempo hanno accumulato ingenti (sulla carta) capitalizzazioni, e con le prime richieste di restituzioni si scopre che non ci sono più soldi nella cassa.

Negli ultimi anni, a riportare alla ribalta questo meccanismo è stato Bernard Madoff, che nel 2008 venne arrestato per aver architettato un meccanismo simile: uno degli uomini più importanti di Wall Street, già Presidente del NASDAQ, non riuscendo a garantire più rendimenti elevati alla propria clientela decise, in un secondo momento, di applicare lo schema Ponzi per evitare che i clienti delusi dalle sue performance decidessero di riscattare le somme investite. Con questa soluzione, Madoff continuò a incrementare la sua clientela ma, appena arrivarono i primi riscatti dai suoi fondi, non riuscì più a sostenere la fuoriuscita del denaro e la truffa venne a galla.
La più classica delle truffe potrebbe essere evitata basandoci solo sul buon senso e stando alla larga dalle promesse di lauti guadagni, troppo alti rispetto al mercato, soprattutto se prodotti in breve tempo e con garanzie millantate (di rendimento o di restituzione del capitale) che non siano nero su bianco e su cui non si comprende chi sia il garante.
 

La mancata trasparenza è un denominatore comune, riscontrata con la proposta ai clienti frodati di meccanismi di investimento da “finanza creativa”, con forte utilizzo di leve o strumenti d’investimento opachi e di difficile identificazione anche ai più esperti. La stessa CONSOB, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini e di evitare cattive sorprese per il risparmiatore, ha voluto elencare una serie di accorgimenti da adottare nel caso in cui ci si trovasse di fronte a situazioni poco chiare o a personaggi di dubbia moralità sui quali è bene tenere gli occhi aperti. La regola fondamentale da cui partire è quella di evitare di investire se non si comprende ciò che ci stanno proponendo. 

TRUFFE ONLINE

Ma per i piccoli risparmiatori, le truffe più frequenti, inutile dirlo, avvengono sul web, spesso indirizzata ai clienti del trading. Si tratta della pubblicità molto accattivante di broker sul Forex che promettono non solo facili guadagni con il trading sulle valute od opzioni binarie (scommessa su un trend di un certo titolo che potrà essere a ribasso o a rialzo), ma contemporaneamente regalano bonus monetari a chi apre un conto presso di loro. In genere, più è alto il bonus e maggiore è la probabilità di depositare somme presso broker (quasi sempre paradisi fiscali dove le norme sono meno stringenti) che faranno di tutto pur di non retrocedere le somme versate originariamente dal cliente, ma cercheranno al contrario di fare perdere tutto con i loro inefficaci sistemi di trading. Questo accade purtroppo quando ci si affida a operatori esteri che non hanno nessuna considerazione e reputazione, nati pochi mesi prima e che vantano autorizzazioni a svolgere servizi finanziari concesse dalle autorità di Paesi dove i controlli non sono affatto severi. Tali soggetti hanno di solito un sito di facciata, spesso composto da una sola pagina, dove viene pubblicizzato il famoso (ma sarebbe meglio chiamarlo famigerato) bonus o vengono dichiarate performance improbabili e prive di significato, ad esempio "85% delle operazioni chiuse in positivo". Oppure vengono offerti segnali di trading gratis. Ora chiunque con un minimo di senso critico, capisce al volo che non esistono analisti benemeriti che non si fanno pagare per il loro lavoro, offrendo a tutti gli utenti i mezzi per arricchirsi. In questo caso per sottoscrivere il servizio gratuito sarà necessario lasciare la propria email e/il il proprio recapito telefonico. E in breve si scopre che il servizio gratuito è solo un'esca per attirare potenziali clienti verso corsi, broker e trading a pagamento. I ben noti annunci pubblicitari "segui il Metodo Italiano", "era una casalinga, ora guadagna 40.000 euro al mese", oppure "fai trading con 100 euro", servono solo a veicolare traffico di utenti sprovveduti su tali siti truffaldini.

Anche qui ricorrono le caratteristiche già enunciate: rendimenti "fuori mercato"rischi minimi. In presenza di questi due parametri, nel 99% dei casi ci troviamo di fronte ad una potenziale truffa.

Aggiornamento Settembre 2018: le Autorità hanno preso posizione su alcune delle problematiche esposte. Stop alle opzioni binarie e forti limitazioni alla vendita di Cfd (contratti per differenza). Entrambe le misure - rivolte alla clientela retail - sono state adottate dall’Esma (l’autorità europea che vigila sui mercati finanziari) e sono entrate in vigore dal 1 luglio (divieto di vendita delle opzioni binarie) e dal 2 agosto (restrizioni sui Cfd). (Fonte: ilsole24ore.com)

Aggiornamento Giugno 2019: anche Warren Buffett è stato vittima di uno Schema Ponzi. La società di Buffet, la Berkshire Hathaway, ha ammesso di essere stata truffata dalla società californiana DC Solar.  La fittizia compagnia di generatori solari portatili aveva promesso agli investitori, tra cui appunto l’azienda di Warren Buffett, introiti sbalorditivi. Una bugia totale, secondo le autorità federali, che hanno successivamente smascherato lo Schema Ponzi. La società, che avrebbe dovuto indirizzare i soldi alla costruzione di generatori mobili, ha utilizzato il denaro dei nuovi investitori per ripagare quelli precedenti e per finanziare le proprie spese. Anche i migliori investitori non sono immuni dalle truffe. Ancora una volta, occhio alle promesse di rendimenti troppo elevati.

Aggiornamento Agosto 2019: per la prima volta CONSOB, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, ha esercitato i nuovi poteri di vigilanza in materia di contrasto dell’abusivismo finanziario sul web, oscurando 4 siti internet di trading online che offrivano senza autorizzazione servizi di investimento in Italia. Si tratta del primo caso di applicazione della nuova normativa introdotta dal recente “decreto crescita del 28 giugno 2019“.  I 4 siti sono: allglobalmarkets.com, marketsxchange.com, sigmafortrade.com, swisscfd.com.

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